Pubblichiamo da ciclismoreggiano.wordpress.com
Facciamo chiarezza!
28 maggio 2012 di Fausto Piccinini
“Una Gran Fondo piena di lacrime e delusioni” oppure “Ciclismo, sangue sulla Gran Fondo” questi sono alcuni titoli di giornali locali che probabilmente non avrebbero scritto una sola riga sulla Gran Fondo Matildica se una grave caduta non avesse coinvolto decine di ciclisti. Come avvoltoi, che dopo la fine del campionato più scommesso del mondo, non sapendo come riempire le proprie pagine, si sono buttati a scrivere dell’incidente senza avere le benché minime competenze.
Andiamo con ordine. Una decina di chilometri dopo la partenza della Gran Fondo Matildica avvenuta ieri mattina presso il centro sociale Biasola, il gruppo dei 1700 ciclisti, spinti da insano spirito agonistico, si azzuffano per prendere le prime posizioni neanche fossero vicini al trionfo del Giro d’Italia. In un tratto in leggera discesa una ragazza cozza contro una vettura ferma sul ciglio sinistro della strada, rimbalza in mezzo al gruppo ed avviene il finimondo. Decine di ciclisti che in quel tratto viaggiavano oltre i 60 chilometri orari, come fosse la cosa più semplice del mondo guidare biciclette ultra rigide a quella velocità, finiscono violentemente a terra. Ora si prega che ad un ragazzo modenese venga calata la grazia di poter rimanere ancora fra di noi, a pedalare con maggior moderazione.
A questo punto si scatena la caccia agli organizzatori della Gran Fondo, passando dagli insulti fino alle accuse di una vettura che non avrebbe dovuto essere in quel luogo. Bene, è giunto il momento di fare chiarezza!
Vediamo cosa dice il regolamento tecnico della Federazione Ciclistica Italiana per le manifestazioni con chiusura temporanea del traffico:
Articolo 80
I concorrenti/partecipanti alle gare/manifestazioni sono tenuti al più assoluto rispetto della maggiore prudenza per la propria incolumità e per quella degli altri concorrenti/partecipanti, del seguito della corsa e degli spettatori.
Oltre alle norme del Codice della Strada dovranno osservare le regole sportive di cui debbono essere informati. Essi sono tenuti a conoscere le caratteristiche del percorso.
Regole comportamentali ribadite anche nelle norme attuative
3.7.02 – Percorsi
Gli organizzatori dovranno fornire ampia garanzia di sicurezza, con particolare riferimento al traffico veicolare, che dovrà essere disciplinato come disposto dall’ordinanza di autorizzazione allo svolgimento della manifestazione.
Resta obbligo dei partecipanti del rispetto del codice della strada.
A questo proposito è d’uopo ricordare che il codice della strada obbliga chiunque a circolare sul lato destro della carreggiata!
Qual’è stata dunque la dinamica che ha causato l’incidente? Una ragazza di comprovata esperienza, in un impegnativo tratto di discesa, nell’estremo tentativo di riagganciare il primo gruppo, si porta sul lato sinistro della carreggiata, forse sbanda leggermente ed impatta contro una vettura ferma sul lato sinistro della strada. Vettura che, precedentemente fermata dalla direzione di organizzazione, aveva tutto il diritto di circolare prima e dopo il transito delle vetture apri e fine corsa e che non poteva volatilizzarsi solo per fare spazio all’irruenza dei sogni repressi di mancati campioni.
Tutti abbiamo il diritto di pedalare così come di circolare in auto o in moto, nel rispetto delle regole che valgono anche durante una finta competizione ciclistica, ma non per questo a causa di un incidente provocato da disattenzione abbiamo il diritto di mettere in croce il serio e onesto lavoro di un organizzatore che si adopera per il divertimento dei suoi stessi aguzzini.
Pubblicato:
28 maggio, 2012 in
Granfondo MATILDICA .
Commenti
Commento da stepro
Data e ora 28 maggio 2012 alle 17:05
Si va bè il regolamento dirà cosi ma il buon senso avrebbe detto di tenere chiuso la strada per qualche minuto in più.
Commento da cadonici fabio
Data e ora 28 maggio 2012 alle 19:22
Buongiorno, io sono uno dei sette finiti al’ospedale di Reggio e soprattutto uno dei tre fortunati codici verdi. Consapevole che l’incidente di ieri sia da attribuire a tante fatalita’ e tante responsabilita’ da attriuire ,secondo la mia opinione,a tutti gli attori coinvolti ed in primis a noi ciclisti, mi sento pero’ in dovere di far notare che parole come…. insano spirito agonistico o…inruenza di sogni repressi di mancati campioni… non sono certo quello che tutti coloro che hanno subito una disattenzione di altri si aspettano di sentirsi dire.
Con il senno di poi tutti oggi abbiamo la soluzione del problema… tutti tranne la famiglia di uno di noi…uno dei 1700 iscritti che erano spinti ,come dice lei, da insana volgia agonistica e pieni di esternate le delusioni di una campione mancato… uno di noi che a 29 anni merita almeno il rispetto e i nostri migliori in bocca al lupo.
Scriviamo comunque che 1700 ciclisti con insano spirito agonistico hanno pagato dai 30,00 ai 40,00 euro per farsi giudicare cosi’.
Complimenti.
Commento da romano
Data e ora 28 maggio 2012 alle 19:55
Sono daccordo sul 90/100 di quello scritto ma non sullo scaricare scosso ai ciclisti il rimanenti .il signor organizzatore non può scaricare tutte le colpe suiciclisti partecipanti dicendo non è gara quando per partecipare si spendono cifre quando ulcuni anni fa quando la gente era più seria una granfondo era un giro in bicicletta senza esasperazione e senza sotto il denaro
Commento da Enrico Morellini
Data e ora 28 maggio 2012 alle 20:16
Mi chiamo Enrico Morellini è da due anni che partecipo alla Open Road come singolo, quest’anno sono anche arrivato prima. Ho scelto di fare questo percorso, perchè non essendo competitivo mi diverto di più. Poi con la partenze alla francese si risolverebbero molti problemi. E’ inutile se si parte tutti in gruppo ci sarà sempre competizione e si troveranno sempre ciclisti che si credono esperti professionisti. Ora il mio pensiero va al ragazzo in coma che spero che si rimetta al più presto.
Commento da Massimiliano
Data e ora 28 maggio 2012 alle 20:39
Signori,
questa domenica ho avuto il piacere di partecipare per il decimo anno consecutivo alla Granfondo Matildica.
Voglio subito mettere in chiaro che rispetto ed ammiro il lavoro dei tantissimi volontari che ogni anno rendono possibile questa giornata di sport, che nonostante tutto è già arrivata alla quarantesima edizione. A loro va il mio ringraziamento personale, perchè so, anche se molto più in piccolo, cosa significa a livello di impegno e fatica organizzare una gara ciclistica e so benissimo che spesso si devono più sopportare gli oneri che godere degli onori.
Concordo anche sul giudizio del Sig. Piccinini sull’operato dei giornali locali che si sono sprecati in titoli da tragedia per il fatto accaduto, mentre probabilmente non avrebbero considerato l’evento se tutto fosse filato liscio.
Vorrei però anche riportare il mio stupore davanti all’accusa di quanto accaduto ai concorrenti in gara.
Riporto testuale: “gruppo dei 1700 ciclisti, spinti da insano spirito agonistico, si azzuffano per prendere le prime posizioni neanche fossero vicini al trionfo del Giro d’Italia.”. Se ritenete INSANO lo spirito di chi si iscrive alla granfondo, avete tutta la libertà di farlo, ma vi prego allora, come ha fatto da qualche anno la granfondo Pinarello, adottate la partenza alla francese, ma soprattutto RIFIUTATE le iscrizioni da parte di quelli che, nonostante il comprovato passato di atleti dediti all’uso di sostanze dopanti, si presentano al via e lanciano il plotone ai 60 km/h “come fosse la cosa più semplice del mondo guidare biciclette ultra rigide a quella velocità”.
Signori, che piaccia o no, le granfodno oggi sono questo: spirito agonistico, che lo si voglia considerare insano o meno. L’alternativa, comunque piacevole, sono le cicloturistiche, come stanno dimostrando le tante organizzate, ad esempio, in romagna. Bisogna farsene una ragione.
Se si accetta questo, bisogna allora garantire la massima incolumità soprattutto nelle concitate fasi inziali della granfondo, quando sappiamo benissimo che, nonostante sia ben scritto nei regolamenti, il plotone, per forza di cose occupa tutta la sede stradale.
Ora, lungi da me il voler mettere qualcuno dell’organizzazione sul patibolo, ma l’auto incriminata, pur “non poteva volatilizzarsi solo per fare spazio all’irruenza dei sogni repressi di mancati campioni [parliamo di un lituano??]“, non doveva essere fermata in quel punto. E’ stato un errore di valutazione? E’ stata una leggerezza? E’ andata … ma non fate il bene della vostra granfondo accusando in questo modo gli iscritti.
Questo naturalmente è un mio punto di vista, una mia opinione passibile di tutte le vostre critiche (che accetterò), ma che vuole anche essere una critica costruttiva per migliorare la prossima edizione.
Sempre sullo stesso tema, bisogna assolutamente smettere di scegliere vie secondarie dal fondo stradale impercorribile. Anche quest’anno il percorso passava per quell’orrenda discesa dopo il castello di Canossa. Ora, ottimo il lavoro di segnalazione, ma non c’era proprio alternativa? Pur percorrendola con tutte le attenzioni, con un fondo così dissestato per le bici da strada, era davvero pericolosa. Possibile che non esistesse un’alternativa?
Cordiali Saluti
Massimiliano
Commento da Rossano
Data e ora 28 maggio 2012 alle 21:07
Si…ci vuole più prudenza ma forse anche un pò di coerenza…e chissà anche un piccolo esame di coscienza da parte degli organizzatori non guasterebbe.
Forse, prima di prendersela per le critiche ricevute, questi bravissimi organizzatori dovrebbero mettersi una mano sul cuore e chiedersi se un minimo di colpa..dico un minimo di colpa non ci sia anche da parte loro.
Se non altro nel rispetto di chi,nonostante la prudenza ora è in un letto d’ospedale.
Chi scrive dubito abbia mai partecipato a tali manifestazioni,chi scrive col cinismo e l’arroganza di chi non sbaglia e ha il coraggio di tirare in ballo colui che VERAMENTE in questa storia ci ha rimesso: il ragazzo modenese.. “a pedalare con maggior moderazione”.
Perchè, mi chiedo, come si fa ad additare di imprudenza chi si è trovato in terra forse senza nemmeno accorgersene per colpa di qualcuno che gli è caduto addosso?Chi scrive era forse li e ha visto CHI è caduto,come è caduto ,perchè è caduto ed ora giace in un letto d’ospedale?
Chi scrive si nasconde dietro il buonsenso,la moderazione,gli inviti a pedalare con moderazione…
Chi scrive e poi organizza GARE.
Proprio sul sito della cooperatori c’è un link “prossimi appuntamenti & gare”.
Assurdo.
Forse definire “FINTA competizione ciclistica” quella che a tutti gli effetti è una competizione con tanto di giudici di gara,cronometraggio,premiazioni,..è solo un modo per sminuire quello che in realtà è il volano di ogni competizione,forse definire “FINTA competizione” la passione e l’impegno di migliaia di amatori è solo un modo per dare una ragione e un motivo a chi per ragioni di “sopraggiunti limiti di età” non può più confrontarsi e non si ricorda nemmeno cosa sia a spingere un atleta a buttare il cuore oltre l’ostacolo.
O forse dobbiamo considerare competizioni solo quelle organizzate in rettangoli recintati di erbetta sintetica o parquet?
E’facile nascondersi dietro i regolamenti,si il regolamento c’è ma è il buonsenso che manca.
Anche da parte di chi pedala certo,contromano è fatale.
Ma allora mi domando…perchè i ciclisti vengono fatti partire TUTTI INSIEME OCCUPANDO TUTTA LA SEDE STRADALE.Anche contromano.Perchè è così che avviene la partenza,tutti insieme occupando TUTTA LA SEDE STRADALE.
E se non sbaglio per 15 minuti a partire dal primo ciclista le strade sono considerate chiuse.
Eppure il fattaccio è avvenuto a pochi kilometri dalla partenza a ridosso dei primi concorrenti.
Si la circolazione era stata sospesa ma ..forse le strade andavano veramente chiuse?..dove li mettiamo 1700 ciclisti che partono tutti insieme?
Allora forse dovremmo pensare a delle partenze diverse?O forse si dovrebbero CHIUDERE queste benedette strade per una benedetta mezz’ora?Forse si dovrebbe anticipare la partenza in modo da non stravolgere i residenti?Ma dobbiamo pur dare un minimo di sicurezza a questi ciclisti altrimenti qual’è il senso di una manifestazione SPORTIVA?
Commento da simone
Data e ora 28 maggio 2012 alle 21:33
salve mi chiamo magnani simone domenica sono partito con il petterale 184 e sono stato vittima del incidente (una cosa da brividi) sono anche stato una di quelli che una volta tornato alla partenza ho chiesto di parlare con un organizzatore voglio chiarire che non ho minacciato ne offeso nessuno ma quando alla domanda:secondo voi è una cosa normale che ci siano macchine nel lato opposto quando ci sono un migliaio di ciclisti che scendono a 60 allora? mi è stato risposto : ma cosa credete di essere in pista? adesso ve ne saltate fuori con la storia del regolamento o che non si è alla partenza del giro d italia che è paragonabile in questo caso a legare un cane con una salsiccia solo esclusivamente per pulirvi la coscenza. io non voglio crocifiggere ne giudicare nessuno perche immagino quanto sia difficile organizzare un evento come quello di ieri pero nello stesso tempo mi chiedo: ma pensavate che 1700 ciclisti scendessero tutti in fila indiana nella loro corsia? non era magari il caso di mettere una macchina davanti a velocita controllata fino al bivio per viano? questo è il mio parere e ripeto non voglio accusare nessuno perchè con i se e con i ma si è tutti bravi pero un minimo di ripensamento spero ci sia…. saluti simone
Commento da Barozzi
Data e ora 28 maggio 2012 alle 23:28
“spinti da insano spirito agonistico” … ma allora perché viene stilata una classifica? Il regolamento FCI parla di massimo 200 corridori o mi sbaglio? Una bella partenza alla francese. Sicurezza migliorata e vi cavate dai piedi nomi imbarazzanti nell’ordine d’arrivo.
Commento da Fede
Data e ora 29 maggio 2012 alle 09:13
Io ero in corsa ma non ho assistito all’incidente, quindi non ho elementi per giudicare se è stato causato da un’imprudenza dei ciclisti o da carenza di sicurezza da additare all’organizzazione. L’ironia di alcuni passaggi di questo comunicato, tuttavia, la trovo di cattivo gusto, ricordatevi che c’è un ragazzo che lotta tra la vita e la morte. Ha ragione Rossano, forse un minimo di esame di coscienza non guasterebbe. Invece di scandalizzarvi per certi titoli negativi sui giornali fate un pò di autocritica senza nascondervi dietro regolamenti e dichiarazioni arroganti e strafottenti come questa.
Commento da mario cocco
Data e ora 29 maggio 2012 alle 09:18
sono il Presidente della Cassinis Cycling Team che ha partecipato in massa alla Gran Fondo e mi sento di condividere il testo dell’articolo
Commento da Fausto Piccinini
Data e ora 29 maggio 2012 alle 09:37
Egregio Sig. Rossano
Lei pensa veramente che per esprimere una opinione su quanto accaduto domenica occorra aver preso parte ad una di queste manifestazioni? Mi pare che sia come dire che esprimere una opinione favorevole o contraria al nucleare occorra essere laureati in fisica.
Non è nella mia indole far trasparire quali sono le mie esperienze per essere titolato a fare considerazioni nell’ambito delle due ruote a pedali e ci tengo anche a sottolineare che non faccio parte della società organizzatrice e non mi nascondo dietro a nulla.
Gli organizzatori non sono tutti fortunati come coloro che metto in scena la Maratona delle Dolomiti nella quale le strade, per ordinanza prefettizia, vengono completamente inibite al traffico. Da noi, come in qualsiasi altra regione Italiana a statuto ordinario, la chiusura del traffico può essere solamente temporanea. Questo significa che le auto hanno l’obbligo di fermarsi dove si trovano al momento del passaggio dell’auto che espone il cartello di inizio gara. L’auto chiamata in causa dall’incidente di domenica ha pienamente rispettato l’ordinanza ed il codice della strada. Su questo non c’è spazio di discussione.
Dunque si vuole mettere in discussione il regolamento tecnico della Federazione Ciclistica Italiana? Si può fare, presso le sedi competenti ed impegnandosi a partecipare alle riunioni in cui si discute il futuro del ciclismo amatoriale. Purtroppo molti di quelli che pedalano sembrano allergici a partecipare alle suddette riunioni per poi lamentarsi del regolamento non soddisfacente. Atteggiamento che ricorda molto l’approccio politico del nostro Bel Paese!.
Il regolamento attuale, che tutti i partecipanti alle GranFondo dovrebbero conoscere, è quello descritto che piaccia o no, senza nascondersi dietro a nulla. Corre l’obbligo per tutti di rispettarlo. L’autista della vettura lo ha fatto. Chi si è imprudentemente buttato sulla sinistra per superare qualche altro concorrente, no!
Vuole sapere quando ho partecipato alla mia ultima Gran Fondo? Le rispondo senza timore, quella precedente alla istituzione dei cronometraggi e dell’ordine di arrivo. Sono sempre stato contrario a questo tipo di manifestazioni che definisco FINTE competizioni semplicemente perché non esiste nessun tipo di controllo serio ne sui veicoli che seguono i partecipanti ne sul rilascio del microchip. Ricordo perfettamente il sorriso beffardo di un mio concittadino ritirare il premio per la sua vittoria cosciente che durante la manifestazione l’ho personalmente visto tentare goffamente di nascondersi in un bar vicino alla zona di arrivo. Non è dato sapere su quale bicicletta fosse il suo microchip ma il risultato dei controlli parlava chiaro e fu considerato vincitore della sua categoria! Lei pensa che tutto ciò possa essere considerato vero? Sono assolutamente certo che potrà anche essere considerato un caso sporadico, isolato, che la maggioranza dei partecipanti pedala con onestà e non scenderebbe mai a volgarità simili, che la partecipazione è solo a titolo di orgoglio personale per misurasi con se stessi. E allora perché non dare ragione agli marchigiani che hanno trasformato la loro Gran Fondo in un miglioramento della prestazione personale; vince non chi arriva primo sul traguardo ma chi migliora maggiormente la propria prestazione rispetto all’anno precedente. Questo eviterebbe le imprudenze di voler superare atleti schierati in griglia qualche posizione più avanti e dunque un forte abbattimento del rischio.
Vede Sig. Rossano, di soluzioni se ne potrebbero trovare tante e anche intelligenti, certo il voler emulare il professionismo senza averne le caratteristiche o godere ad essere sverniciati da ex professionisti che non si rassegnano ad appendere la bici al chiodo è certamente poco credibile.
Vorrei poter presto rivedere il ragazzo modenese pedalare fra di noi perché a tutto si è preparati tranne che alle tragedie sopratutto pensando che potevano essere evitate.
La saluto nella speranza di poterla incontrare lungo le strade per scambiare alcune pedalate insieme, come compagni di viaggio non come avversari.
Fausto Piccinini
Commento da Anthony
Data e ora 29 maggio 2012 alle 12:41
Ho ascoltato le dichiarazioni di Valentino Iotti e sono rimasto basito.
Agli organizzatori devono essere riconosciuti oneri&onori in quanto tali, quindi tanto di cappello per gli sforzi profusi ma, non si può celarsi dietro all’ipocrisia di un regolamento quantomai discutibile e scritto per sollevare da ogni responsabilità chi organizza GF.
Le strade si chiudono o si lasciano aperte, punto; la via di mezzo, ovvero fermare il traffico facendo accostare le auto sulla loro carreggiata (non a bordo strada) al passaggio della macchina di “INIZIO GARA CICLISTICA” e tenerle “chiuse” per 15 minuti porta prima o poi a ciò che è successo domenica, inevitabilmente.
Ho smesso di fare GF da 3 anni proprio per questo motivo, manca la sicurezza.
Se non si è in grado di organizzare una granfondo, che è una gara ciclistica a tutti gli effetti, con tanto di chip per determinare la classifica, pettorali, griglie, categorie, premiazioni e macchina di inizio e fine corsa…con scritto INIZIO-FINE GARA CICLISTICA…chi si vuole prendere in giro, dicendo che è una finta gara ciclistica?
Se, come ho letto sulla Gazz.di Reggio da partedel Sig.Iotti Valentino, nessuno delle istituzioni da una mano agli organizzatori della cooperatori nel garantire la sicurezza di strade chiuse per almeno mezz’ora, 1 volta all’anno!!!…e asfalto decente, NON SI ORGANIZZA UN BEL NIENTE E SI SPIEGANO I MOTIVI DELLA SCELTA DI NON FARE LA GF. In alternativa si organizza un raduno come ce ne sono tanti e si chiedono 5€ non 40€…perchè con questa cifra si DEVE garantire un servizio e non un pasta party, perchè con quella cifra posso anche andare al ristorante. Io sarei disposto anche a pagare di + per l’iscrizione ma per avere in cambio la certezza di passare una domenica serena senza preoccuparmi di macchine ferme, rotonde non presidiate, asfalto più adatto alle mtb che alle bici da strada.
Rossano ha detto cose giuste nella risposta sopra, troppo facile scaricare tutto facendo firmare a chi si iscrive un modulo dove si solleva l’organizzazione da ogni responsabilità. Ogni anno ci sono sempre meno iscritti e da ciò che leggo in rete, il motivo è quello che ho appena scritto, MANCA LA SICUREZZA, poche balle.
Commento da pigo
Data e ora 29 maggio 2012 alle 13:08
egr. sig. Piccinini, è inutile criticare/censurare chi vuole fare l’agonista a tempo perso e poi accettare le iscrizioni di questi “esagitati” che ci sono sempre, anche quando non c’è un numero sul manubrio (basti pensare a certi gruppi che si trovano al sabato nei curvoni …)
Se una società organizza una corsa con tanto di classifiche e premiazioni deve pensare a limitare i rischi cercando di organizzare al meglio le staffette prima della corsa, la scelta del percorso ed eventualmente ragionare sulla possibilità di separare le partenze o di stilare una classifica solo sui tempi fatti registrare sulle salite; fare tutto quello che può da parte sua per limitare i rischi, che ci saranno sempre visto che i numeri ormai sono eccessivi e la foga agonistica ha raggiunto livelli assurdi tra i più.
Se la società non ha le possibilità di garantire e di organizzare tale servizio o se ritiene che l’aspetto agonistico debba essere censurato ed evitato allora l’unica è organizzare una cicloturistica tipo quelle del calendario romagnolo con partenza alla francese.
Commento da Fausto Piccinini
Data e ora 29 maggio 2012 alle 13:30
Egregio Sig. Anthony
Ammiro la sua decisione nell’affermare la mancanza di sicurezza. Per quanto mi è dato intendere, visto che Lei ha lasciato il mondo delle GF, il problema lo pone a livello nazionale e non solo legato alla Matildica.
Dunque Lei sarebbe in grado di andare presso il Ministero dell’Interno e fare approvare una normativa che preveda il blocco completo del traffico per tutte le gare ciclistiche? Se così fosse le assicuro il mio appoggio alle prossime elezioni Federali che si svolgeranno nella primavera del 2013. Nell’impossibilità di arrivare ad una tale regolamentazione credo che la scelta più intelligente l’abbia fatta Lei stesso, abbandonando le G.F.
Fra qualche giorno ricorrerà l’anniversario della morte di Nicolò Ferrari, deceduto a soli 13 anni prima di una gara riservata alla categoria Esordienti solamente perché la strada non era chiusa al traffico. Stessa sorte è toccata l’anno scorso a Thomas Casarotto durante il Giro del Friluli sbattendo violentemente contro una vettura parcheggiata in un tratto di discesa. Lei pensa che non saremmo tutti più felici a sapere di poter veramente bloccare completamente il traffico veicolare. Piccola annotazione: a parte gli organi preposti nessun altro lo può fare!
Concordo pienamente con Lei nell’organizzare raduni o randonnée per dirla alla francese ed evitare l’organizzazione di G.F. ma sia onesto e mi dica quanti dei suoi ex colleghi si presenterebbero alla partenza?
Quanti hanno preso parte domenica alla Open Road?
Rileggendo la storia delle Gran Fondo dell’ultimo decennio vorrei affermare, senza tema di smentita, che le vetture di inizio e fine corsa, le scorte tecniche, il personale ASA e il collegio di giuria è stato forzatamente aggiunto dalla Federazione Ciclistica Italiana a tutela di un fenomeno che si stava sviluppando in modo anomalo senza nessuna garanzia assistenziale facendo ulteriormente lievitare i costi organizzativi. O forse Lei avrebbe preferito pagare una tassa di iscrizione più bassa e non avere nemmeno queste tutele per dare sfogo ai suoi istinti velocisti su di una strada completamente aperta al traffico veicolare?
Concludo ricordandoLe che lo stato delle strade reggiane non dipende dagli organizzatori della G.F. ma dalle amministrazioni comunali e provinciali e credo che Lei abbia tutte le ragioni di lamentarsi della poca cura con la quale sono tenute, così come ne hanno diritto, e a maggior ragione, gli utenti che utilizzano le stesse strade per lavoro e non per divertimento.
Fausto Piccinini
Commento da Fausto Piccinini
Data e ora 29 maggio 2012 alle 13:34
Egregio Sig. Pigo
Sono certo che l’organizzazione della Matildica farà tesoro delle sue argomentazioni e dei suoi consigli che sposano perfettamente la mia linea di pensiero.
Fausto Piccinini
Commento da Anthony
Data e ora 29 maggio 2012 alle 13:47
Fausto, ho partecipato per anni a GF nazionali, nonchè diverse volte alla nostra amata Cooperatori, e ho potuto constatare alcune differenze, con certi alcuni casi limite parlando di sicurezza e, purtroppo la cooperatori negli ultimi 5-6 anni è notevolmente peggiorata in questi termini. Il fatto che domenica ci fossero “solo” 200 partenti alla open road per me è già un grande risultato, ogni anno aumentano sensibilmente. Altro aspetto è quanti ciclo-amatori erano sulle strade per assistere al passaggio della cooperatori in qualità di spettatore e non più partecipanti, molti, tantissimi e non credo che, nonostante il periodo di crisi, non avessero 30-40€ da dedicare all’iscrizione. Per quanto riguarda il discorso dei costi sostenuti dall’organizzatore compreso le varie scorte tecniche etc…ritengo che questo debba essere ricompreso nel costo complessivo all’atto dell’iscrizione. Detto questo però, non bisogna sviare dal punto centrale, ovvero che ad oggi le GF sono vere e proprie gare ciclistiche amatoriali e, l’organizzazione e il regolamento messo in campo non sono assolutamente adatti a gestire un evento del genere in termini di sicurezza, quindi mancando questa, stop…basta…fine delle GF se chi le organizza avesse un minimo di intelligenza e lungimiranza, non esistono più i presupposti. Tutto il resto viene in secondo piano ed è la naturale conseguenza di quanto sopra espresso, basta avere il buon senso di capirlo e il coraggio di dire basta.
Commento da Fausto Piccinini
Data e ora 29 maggio 2012 alle 13:58
Caro Anthony
Stop alle G.F. così come sono attualmente? Sarei il primo ad esserne felice.
Su questo argomento, oggi come in passato, mi sono fatto parecchi nemici.
Il mio personale pensiero lo puoi leggere direttamente sul mio blog.
A presto sulle strade!
Fausto Piccinini
Commento da pietro
Data e ora 29 maggio 2012 alle 17:29
BUONGIORNO,la colpa, stà sempre nel mezzo,ma se i Sig.Organizzatori,organizzano una GRANFONDO,con tanto di CHIP per rilevamento tempo,classifiche Finali assolute e di CATEGORIA,COME POSSONO PRETENDERE CHE NON CI SIA AGONISMO e corsa alle prime posizioni del Gruppo? IL sig.IOTTI,presidente ed ORGANIZZATORE DELLA società COOPERATORI ed ORGANIZZATORE E RESPONSABILE dei PERCORSI della GRANFONDO questo lo sa.! Ora i vari RESPONSABILI si prendano le loro responsabilità enon si nascondino con la testa sotto la sabbia come fanno gli struzzi.! Comunque dubito che il prossimo anno ottengano i vari permessi per un altra edizione..!
Commento da Meticcio
Data e ora 29 maggio 2012 alle 21:48
infatti l’anno prossimo farò l’open road se non mi imbuco con il numero di quest’anno come vedo sempre più spesso fare… hai ragione Fausto trattasi di FINTE competizioni per 1700 ciclisti, spinti da insano spirito agonistico.
Commento da Vincenzo Florio
Data e ora 30 maggio 2012 alle 22:39
Domenica anch’io sono finito a terra. Fortunatamente senza conseguenze… E infatti dopo un po mi sono rialzato ed ho portato a termine la mia gara… E già, la gara… Perchè questo è. Che piaccia o no. Altrimenti che senso hanno le classifiche? e le premiazioni? per non parlare della partecipazione ai vari circuiti, in cui molti cercano di arrivare nelle prime posizioni per poter partire in prima griglia l’anno successivo. A questo punto penso che scaricarsi le colpe l’un l’altro abbia poco senso. Piuttosto andrebbero cercate insieme delle soluzioni. Penso per esempio che sarebbe opportuno ridisegnare le griglie, in base ai precedenti risultati di ognuno. O inventarsi delle partenze differenti come per esempio per categoria. Certo quello di cronometrare solo le salite non è una brutta idea, ma forse è penalizzante per molti. Altrimenti penso che la soluzione sia il realtime. Infatti far partire insieme solo ed esclusivamente i partecipanti per l’assoluta. Mentre per tutti gli altri, che vorranno concorrere per la classifica di categoria, la partenza potrebbe essere fatta alla francese e poi si prenderà in considerazione il solo realtime. Infine tornando alla Matildica dico solo che già lo scorso anno a San Polo in una rotonda ci siamo dovuti fermare a causa del traffico. E l’anno prima ho anche avuto un incontro ravvicinato con un’ambulanza sempre nei primi chilometri. Possibile che sia così difficile bloccare completamente il traffico almeno fino alla prima salita, cioè finchè il gruppo è compatto? Volente o dolente penso sia impossibile riuscire a rimanere a destra almeno nei primi chilometri. E chi organizza non può non saperlo, quindi non ci si può nascondere dietro ad un regolamento fatto dalla federazione a tutela della sola federazione… Per quanto riguarda Bedogno, domenica mi sono staccato dal gruppo in cui ero proprio per non rischiare la pelle. Altrimenti, signor Piccinini, finivo per diventare un vero campione……
Commento da giovanni
Data e ora 31 maggio 2012 alle 09:44
Vorrei rispondere al sig. Massimiliano, sono compagno di squadra del “lituano” e vorrei sottolineare che non si tratta di un campione mancato ma di un vero cavallo di razza.
Ha sbagliato come hanno sbagliato tanti altri, poi reintegrati nell’ambiente professionistico, a lui e’ stata negata qualsiasi strada del rientro!!!!!!
Da due anni ha ripreso ad andare in bicicletta come divertimento (possiamo negarglielo?) ha un lavoro ed una famiglia con 4 figli da mandare avanti.
Ha gia’ pagato fin troppo per quello che ha commesso, vi ricordo la parabola della trave……….
Domenica ero a Reggio e per un miracolo sono riuscito a rimanere in piedi e superare il groviglio di bici e di ciclisti a terra.
Si e’ trattato di una concomitanza di fattori, il vero problema e’ che le granfondo vengono considerate come gare a livello turistiche ma con il numero, il chip e la classifica finale.
Il caso esiste sempre, anche a livello di Maratona delle Dolomiti vi sono tutti gli anni dei ciclisti feriti anche in modo grave, fa parte del gioco, il rischio di cadere esiste sempre.
Piuttosto all’ organizzazione chiederei per il futuro di mettere le segnalazioni almeno a 100 mt dal bivio in modo che il ciclista sappia dove debba andare, gli incroci vanno sempre coperti dal personale, infine l’orrida discesa finale.
Non basta mettere due cartelli con BUCHE su di un tratto di 10 kms, tornanti ciechi senza essere segnalati
Buona giornata a tutti e buone pedalate.
Commento da Jarno Dall’Asta
Data e ora 31 maggio 2012 alle 14:14
Salve,
potreste evitare di gettare bottigliette di plastica, pacchettini, borracce, involucri di barrette, fialette e altre schifezze durante il vostro passaggio?
Abito a Montecavolo e il Venerdì 25 ho percorso in bici, come tante altre volte, il tratto di strada che sale a Bedogno e poi a Canossa. Era praticamente intonsa, pulita. L’ho ripercorsa Martedì 29, dopo la vostra manifestazione, ed era un vero merdaio. Scusate l’espressione. Stessa cosa l’anno scorso.
Ieri sera, particolarmente arrabbiato per questa cosa, sono andato a raccogliere i vostri rifiuti. E’ bastato il tratto dal ristorante Mandarein fino al bivio della pesa per riempire un saccone. E sono solo pochi km e non sono riuscito a raccogliere tutti i rifiuti sparsi. Non ci vuole quindi un fisico nucleare per fare la proporzione ed immaginarsi il quantitativo lasciato lungo tutto il percorso!
Avete presente quelle taschine che avete dietro la maglia? La dovete mettere lì la vostra spazzatura!
Sicuramente qualche bravo ciclista che è attento a non sporcare ci sarà anche, ma qualcuno l’avrà pur buttata tutta quella roba. Perciò se a qualcuno dà fastidio questa critica, mi dica dove abita che il saccone lo devo ancora vuotare.
Vorrei infine criticare anche l’organizzazione. Vi siete mai chiesti dove va a sparire tutto il materiale distribuito nei rifornimenti? Pensate che venga mangiato anche il contenitore?
Per prima cosa dovreste sensibilizzare i partecipanti a non gettare rifiuti. Tipo pene di squalifica o penalizzazione in minuti se qualcuno viene visto sporcare. Poi, siccome qualche fenomeno c’è sempre, dovreste, anzi dovete predisporre un servizio di pulizia finita la manifestazione. Avete del personale lungo il percorso, no? Usatelo. Se non è sufficiente i giorni successivi prendete qualche volontario e un po’ di furgoni cassonati e rifate il percorso raccogliendo tutto.
Commento da cadonici Fabiof
Data e ora 31 maggio 2012 alle 20:34
l’organizzazione dice: ” se le biciclette stessero dentro la mezzeria questo non sarebbe successo”… ESATTO!!!!
Guardate però questo video e fatevi una idea di come sono queste gare…… tutti contromano o almeno più della metà nelle riprese fatte anche in momenti in cui qualcuno sale in solitaria… però… se ci fate caso ci sono contromano anche le moto dell’organizzaione e le macchine della stessa stanno in mezzo alla strada…….. http://www.youtube.com/watch?v=pebYHtJqvFI
quindi è un bel malcostume di tutti compresa l’organizzazione che sa, guarda avvalla e non dice niente anzi si mette anche lei con i suoi mezzi in contromano….
Ce ne è per tutti non è vero?
Prima di parlare alle volte sarebbe meglio mettersi prima un pò in discussione per vedere se si può predicare a cuor sereno…
Commento da CLAUDIO
Data e ora 1 giugno 2012 alle 12:02
Salve,
Io ero vicinissimo alla ragazza quando è successo l’incidente ed ho assistito alla dinamica. Sono stato fortunato perchè dopo il volo che ho fatto sono rimasto praticamente illeso e non ho avuto bisogno di soccorsi! Ma posso affermare che l’incidente è avvenuto per un mero errore umano che nulla centra con “L’INSANO SPIRITO AGONISTICO”! Chi ha scritto una frase del genere ha offeso tutti i 1700 ciclisti che hanno partecipato anche da fuori Reggio e se ne dovrebbe VERGOGNARE!!! E poi proprio la società organizzatrice ci viene a fare la morale quando viene invitata gente come RUMSAS ex-professionista…I primi tre classificati erano tutti ex-professionisti!!! Inoltre sbaglio o sempre la stessa società organizzatrice “COOPERATORI” ogni anno attribuisce un premio al proprio iscritto che ottiene il miglio risultato cronometrico??? Alla faccia dello spirito agonistico!!! E poi come si fa a pretendere che 1.700 ciclisti che partono tutti insieme non occupino l’intera carreggiata almeno per i primi 15km finchè non si arriva alla prima salita??? Non possiamo mica sparire diventando fantasmi!!! Al di là del regolamento sarebbe quanto meno buon senso non far accedere delle auto almeno per i primi km!!!!
Un ultimo pensiero va a quel povero ragazzo in coma, che voleva solo trascorrere una bella giornata in bicicletta e non ritrovarsi a lottare per la vita!
Commento da mauro
Data e ora 2 giugno 2012 alle 13:20
Ciao,
non credo che esistano particolari accorgimenti di sicurezza per evitare quello che è successo, di granfondo ne ho fatte tante e credo che se la sede stradale fosse larga 100 metri i ciclisti riuscirebbero a occuparla tutta. Sono sempre lì che lotto per guadagnare posizioni ma cerco di farlo senza spostarmi alle estremità della carreggiata in quanto è spesso pericoloso. Vedo che però molti lo fanno, quando gli si chiude la vena che porta sangue al cervello s’infilano in uno spazio strettissimo causando poi quello che è successo. Un altro pericolo è causato da quelli che partono davanti e non hanno poi le caratteristiche per tenere certi ritmi e te li ritrovi al centro della strada come dei paracarri. Nella prima griglia della Matildica ho visto entrare di tutto, a cominciare da numeri che non ne avevano il diritto e pensare che c’era anche chi controllava. Penso che le granfondo siano così e basta, prendere o lasciare, l’agonismo spesso non ci fa ragionare (mi ci metto anche io) e purtroppo come in tante altre cose capita che a rimmeterci siano proprio quelli che non hanno colpa. Ultimo appunto riguardo quello che ha detto Jarno che a mio parere ha perfettamente ragione, sono uno di quei pochi che mette l’immondizia in tasca anche se a volte è difficile, forse l’organizzazione dovrebbe passare nei giorni successivi a dare una ripulita o magari squalificare chi adotta certi comportamenti.
Un grande augurio ad Alberto Verniano
Saluti
Commento da Andrea Corradi
Data e ora 5 giugno 2012 alle 12:01
Buongiorno,
mi chiamo Andrea Corradi, sono finito a terra anch’io nell’incidente della Granfondo Matildica. La polemica è accesa, l’argomento è scottante. A me innanzitutto interesserebbe sapere se ci sono notizie recenti di quel ragazzo modenese che ha avuto la peggio.
Grazie e tanti saluti,
Andrea.
Commento da Bernardo Tedeschi
Data e ora 6 giugno 2012 alle 10:49
Buongiorno, sono un ciclista senza pretese di Reggio Emilia, ed anch’io ho partecipato anch’io alla 2 passi Matildica, in primis mi rivolgo a chi ha chiesto di chiudere le strade per almeno i primi 10 km di gara, più che giusto, il problema è che qui non danno il permesso di chiudere le strade.
Inoltre, parlando d’altro, ha dato molto fastidio anche a me che il personale addetto alla granfondo abbia permesso a tantissimi ciclisti di avanzare saltando la propria griglia di partenza.
Mi sarebbe anche piaciuto che coloro che hanno gettato i rifiuti di ciò che hanno consumato lungo il percorso, se li fossero portati come, la maggioranza dei partecipanti, fino all’arrivo.
Mi è stato chiesto di riferire che quando gli automobilisti incrociano l’auto fine gara, non si aspettano poi, che segua un gruppo di un centinaio di corridori, come è successo tra vetto e San Polo, questo li disorienta.
Tutto queston non per criticare, ma per migliorarsi, perchè, anche il ciclismo è uno sport bellissimo, e merita di più.
Un saluto a tutti.
Bernardo
Commento da Valerio
Data e ora 9 giugno 2012 alle 16:51
Insano spirito agonistico? Perchè allora mi vendi una griglia di partenza, un numero di pettorale, una classifica e una premiazione? Chi paga non pretende di essere considerato un campione tra gli amatori, vuole divertirsi, sfogarsi, misurarsi con se stesso e con gli altri. In tutte le GRANFONDO c’è un pasta party ma prima ancora c’è il buonsenso e la serietà degli organizzatori che adottano correttamente il regolamento delle GRANFONDO che prevede la chiusura del traffico per 15 minuti dal passaggio dei primi, dopodichè sinverrà superati dall’auto di fine corsa e si dovrà rispettare il codice stradale. Non è che per caso, visto che si trattava dell’anniversario di questa manifestazione, la si è voluta organizzare a tutti i costi nonostante alcuni comuni toccati dalla GRANFONDO non abbiano dato la loro disponibilità alla chiusura totale del traffico? Non è che per caso gli organizzatori si sono rifiutati di investire i quasi ottantamila euro (40€ x 1700 iscritti) per garantire la sicurezza ai partecipanti? Che colpa c’è nell’essere agonisti? Se si organizza una manifestazione agonistica, si applichi il regolamento previsto e non il regolamento dei ciclo turistici dei pensionati: in questo caso niente griglie, niente numeri, classifiche e premiazioni. Non date ai ciclisti colpe che non hanno, vergognatevi e assumetevi le vostre responsabilità.
Tutte le persone coinvolte saranno tutelate da un centro di casistica stradale che metterà a breve a disposizione un avvocato per intentare la causa a questi incompetenti irresponsabili: ci potevano scappare 6 o 7 morti, qualcuno deve pagare per il danno causato e pagherà anche per le offese come l’articolo di cui sopra. GARANTITO!!!
Commento da SPADO
Data e ora 13 giugno 2012 alle 14:32
CARO VALERIO, RIBADISCO CHE LE FRASI A CUI FAI RIFERIMENTO SONO TRATTE DA UN ARTICOLO SCRITTO SUL SUO BLOG DA FAUSTO PICCININI,(CHE RICOPRE UN INCARICO IN FEDERAZIONE CICLISTICA ITALIANA MA NON HA NULLA A CHE SPARTIRE CON LA ASD COOPERATORI) NOI RISPETTIAMO IL SUO PENSIERO, COME QUELLO DI TUTTI QUELLI CHE HANNO MANDATO UN COMMENTO, E ABBIAMO RITENUTO DI PUBBLICARLO PER FARE UN PO’ DI CHIAREZZA IN PARTICOLARE SUI REGOLAMENTI DI QUESTE MANIFESTAZIONI.L’INCIDENTE ACCADUTO E’ UNA COSA CHE SICURAMENTE DISPIACE A TUTTI , MA SULLA QUALE PURTROPPO L’ORGANIZZAZIONE HA USATO TUTTE LE CAUTELE DEL CASO, IN OGNI CASO SULL’ACCADUTO SONO GIA’ STATE FORNITE TUTTE LE SPIEGAZIONI DEL CASO ALLE AUTORITA’ COMPETENTI
Commento da massimo parola
Data e ora 30 giugno 2012 alle 22:29
E’ passato più’ di un mese da quella caduta e sono ancora in ospedale, ne avro’ ancora per un bel po’… Qualcuno saprebbe gentilmente informarmi sulle condizioni di quel ragazzo che ebbe la peggio? Vi ringrazio anticipatamente , ciao



Commento da SIMONE
Data e ora 28 maggio 2012 alle 16:42
io ieri non ho potuto partecipare alla granfondo e saputo solo stamattina cosa è successo e questi si episodi si presentano a tutte le gare,ce un regolamento che purtroppo per i primi km di gara non viene mai rispettato e poi accadono cose del genere.
purtroppo tutti sappaimo i rischi che si corrono finchè non ci tocca.
oggi ho sentito dire cose oscene sull’organizzazione e sulle sue responsabilità ma la colpa purtroppo è dei ciclisti.
Speriamo per quel ragazzo che è in rianimazione che purtroppo sta scalando la salita più ripida della sua vita.