Prima uscita del 2012 – Il resoconto…

Anno Nuovo – La prima uscita

Antipasti di terra e di mare, tortelli d’erba, di zucca e al radicchio rosso, cappelletti, lasagne; cappone, pollo, cotechino e zampone, anatra, astice, cernia e similari, salse verdi e  rosse, panettone, zuppa inglese, pandoro, tortellini con pesto o crema, noci, aranci, ananas, banane, macedonia; il tutto condito da vin rosso, bianco e sciampagnino originale francese !Questo è l’elenco di quello che devo smaltire trascritto  in un foglio di 6 righe e posto sopra la bici!

E’ ovvio che con simile impegno non può sfuggirmi nessuna occasione di pedalare; ciò premesso eccomi in sede per la prima uscita di gruppo del 2012. Già di gruppo, sparuto certamente visto che partiamo dalla sede in 5, ma certamente composto da quelli tosti che dimenticano gli agi delle festività, le luculliane libagioni ed il caldo del letto per rispondere al dovere ciclistico.

Democraticamente decidiamo di seguire il percorso annunciato caso mai dovessimo incontrare qualche solitario lungo la via; infatti poco dopo due maestà ecco che il gruppo da 5 passa a 6.  Se fossimo degli statistici diremmo che abbiamo avuto un incremento a due cifre, ma in questo momento parlare di incrementi percentuali potrebbe essere pericoloso se non sono le tasse. Chiacchierando di intimo ? ossia mutandoni invernali di nuova generazione, maglie che respirano da sole, ecc. e scoprendo che le acquistiamo da Decathlon o Lidl scopro che se abbiamo il fiato per discutere vuol dire che l’andatura seppur sollecita non affatica più di tanto. Infatti una “ leggera” brezza spira alle nostre spalle elevando la velocità ed abbassando il fiatone che sarebbe dovuto comparire. Nel frattempo perdiamo un elemento che opta per un percorso meno impegnativo: mio nonno diceva sempre: ascolta i saggi, gli avessi dato ascolto almeno una volta !

Arriviamo a Salvaterra quindi diritto sino a Roteglia e già in questo tratto la brezza diventa venticello e non è più del tutto a favore, ma spira trasversale. A Roteglia si imbocca la “bassa per Baiso “ : un suicidio fisico mentale. Appena imbocchiamo le prime rampe il venticello assume i contorni di bora triestina puntando diritto in faccia ai 5. Non ho mai avuto feeling con la salita, ma poi con il vento in faccia le difficoltà aumentano esponenzialmente. Perdo subito le ruote dei più badi e giovani compagni e decido di salire come posso senza morirci sopra: velocità max 8.7 km/h con punte a 5/6 quando proprio il vento decide che sei tu l’oggetto della sua potenza. Alcune curve le prendo a destra e mi ritrovo a sinistra senza poter far nulla, salgo  tutto da una parte per compensare lo spostamento del vento con il risultato che quando questo cala o cambia direzione a momenti mi ribalto. Ma  non mollo ! Arrivo a Baiso che non ne posso più: mal di gambe per lo sforzo di salire, mal di braccia per tenere la bici diritta, mal di tutto perché forse non era giornata per simile  percorso !

Mi consola il fatto che a Baiso ritrovo i miei compagni di avventura che mi hanno aspettato anche loro provati da simile situazione. Li ringrazio adesso perché sul momento non ne avevo neppure da far ricorso all’educazione che altri  mi hanno insegnato.  Scendiamo dal motocross ed iniziamo la strada del ritorno a casa. Il vento sempre contro e sempre più forte. Mi metto timidamente in coda e sfrutto le altrui scie, non ne avrei per tirare neppure un centimetro ! L’arrivo a casa è una sorta di liberazione.

Alcuni dati registrati dal ROX 9.0 : km 82.7 in 3h e 25, compreso il tragitto per arrivare in sede, ai limiti della soglia o fuori per 53 minuti con un consumo calorico di 1956 kCal, temperatura da 5 a 15, si quella del garage !

Nota positiva: le prime due righe del mio elenco sono state  cancellate !

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