GRANFONDO DI ROMA CAMPAGNOLO – 14/10/2012

1775_LAS1_02518Ultima gran fondo a conclusione di una lunga stagione che mi ha visto impegnato in 29 gare complessive, tra lunghi, medi, corti e tappe del giro delle Dolomiti, a volte in compagnia, spesso in solitaria. E occasione più ghiotta non poteva che essere questa, un week end a Roma ed il debutto di un evento che negli anni potrà divenire una tappa obbligata per tutti i gran fondisti, né più né meno della Nove Colli oppure della Maratona delle Dolomiti, oppure se volete della Marmotte, visto che è la prima gran fondo in assoluto ad avere sede ed a svolgersi all’interno e nei dintorni di una capitale europea.

1775_MC1_01034L’arrivo a Roma giovedì sera, o notte, forse meglio visto l’orario in cui siamo arrivati all’area sosta, intorno alle 23. Ad aspettarmi l’amico Jaures, in vacanza da una settimana, arrivato a Roma dopo aver disputato l’Eroica di Gaiole in Chianti.

Sin dalla giornata di venerdì si potevano già notare i primi arrivi –noi ciclisti siamo inconfondibili – il tutto faceva già presupporre che il raggiungimento dei 5000 iscritti poteva essere una verità ed una realtà. Dopo aver riposato dal lungo viaggio del giorno prima, eccoci già in sella alle nostre specialissime. Appuntamento con il mio amico Ivano, romano de Roma, anche lui ciclista granfondista ed agonista incallito, per un sopralluogo sul percorso della mediofondo, che domenica sarebbe stato lo scenario della nostra avventura. Il clima ed il tempo non sono quelli che avrei sperato, ma é sufficiente per potersi godere la giornata in tranquillità. 4 orette abbondanti passate insieme, ad un ritmo da allenamento, salvo qualche tirata lungo le salite più importanti. Un centinaio di km in scioltezza, tanti consigli e spiegazioni, un vero e proprio Cicerone e navigatore, il mio amico. Mah, speriamo che sia stato utile, tutto questo.

E’ sabato: la giornata del pre-gara, quella dedicata innanzitutto al ritiro del pettorale e del pacco gara. Dalla nostra area sosta alle Terme di Caracalla, sede della manifestazione e luogo di partenza della gara, 9 km circa, che percorriamo in scooter, con Jaures alla guida………..Valentino Rossi gli fa una pippa. Arrivati a destinazione, abbiamo una prima sorpresa: ci aspetta una lunghissima fila per entrare, con un buttafuori che fa entrare gruppi di persone a 20 alla volta, ma non basta, seconda nota dolente, anche all’interno, al ritiro dei pettorali una fila interminabile…….per farla breve abbiamo speso quasi un paio d’ore per espletare tutte le burocrazie del caso, e non tanto perché dovevamo ritirare i pettorali di 2 amici di Jaures, che sarebbero arrivati a Roma in serata, quanto per la ressa di persone presenti. E’ evidente che qualcosa in questo caso non ha funzionato nella macchina da guerra di Ivan Piol, lo ricordiamo organizzatore della Sportful e della Pina Cycling. Probabilmente il fatto di aver dovuto concentrare tutto in una giornata, ha mandato in tilt l’organizzazione. Probabilmente il comune di Roma avrebbe dovuto dare il permesso per utilizzare le Terme di Caracalla, luogo destinato al turismo anche in questo fine settimana, per una giornata in più.

Ma tant’é, ci adeguiamo ed una volta liberati, ci proviamo la maglia della gara, da indossare obbligatoriamente la domenica, e facciamo un giro per gli stands del “villaggio sportivo”. Torniamo in scooter ai nostri camper, ormai si é fatta ora di pranzo, appena in tempo per evitare un terribile temporale, che prenderà d’assedio la città per 2 ore abbondanti. Calmata la tempesta, ecco finalmente la possibilità di farsi un giro in centro; non che io non abbia mai visitato Roma, ma l’occasione di farsi un’altra passeggiata lungo la storia é tale che non me la possa perdere.

Domenica: ci siamo. Partiamo in 4 dai camper alle 7.40, dopo le foto di rito, ci aspettano, infatti, quei 9 km fatti ieri in scooter, per arrivare alla fatidica griglia di partenza.

L’aria ci appare subito fredda, non certo quello che ci aspettavamo…..se uno dei motivi per cui avevo deciso di prolungare la stagione era il clima particolare che regna a Roma, spesso un prolungamento dell’estate, questa é certo uno sorpreso poco gradita. Il cielo però é bello e mano a mano che ci avviciniamo verso il centro, si fa sempre più azzurro, più soleggiato ed anche la temperatura diventa piacevole.

Arrivati alle Terme di Caracalla, ci dividiamo: il destino o l’organizzazione, fate voi, mi ha riservato un posto in prima griglia, quella di merito, forse per tutti i km fatti quest’anno con la SDAM (dovrei essere al 180° posto assoluto della classifica speciale dei pedalatori stacanovisti), forse perché l’anno scorso ho fatto il Prestigio, chi lo sa, ma il fatto non mi dispiace. Nella griglia vip ci sono 3 atleti che hanno fatto la storia del ciclismo moderno e dello sport attuale: Miguel Indurain, Paolo Bettini e l’olimpionico 2012 Alex Zanardi.

Ore 9: partenza, mai come questa volta parto puntuale con i primi. Lo speaker (il mitico Paolo Muton) esalta ed incita i partecipanti, ma ci ricorda che i km all’interno dell’urbe sono a velocità controllata, e che i tempi verranno presi per tutti con il real time…… insomma “non saltate le griglie ed andate piano in partenza”, pena la squalifica. Ed é così: si attraverso il centro transitando sui “sanpietrini”, fortunatamente asciugatisi con il caldo del primo sole. Sto più attento a dove metto le ruote che al percorso, ma posso però vedere distintamente che transitiamo nell’ordine dal Circo Massimo, poi da Piazza Venezia, davanti all’altare della Patria, percorriamo via dei Fori Imperiali, sino al Colosseo. Qui l’emozione é unica: il monumento si staglia imponente dinnanzi a noi, e si distingue maestosa la scia di bici e granfondisti che gli passano davanti, occupando tutta la sede stradale, tra 2 ali di folla che ci applaudono, ci fotografano, ci filmano e ci applaudono festosi…….forte turisti, non Romani, ma lo spettacolo é veramente unico, e mi rimane impresso negli occhi, nel cuore e nella mente. Chi ha curato la scenografia di questa gran fondo con la “G” maiuscola, l’ha studiata proprio bene………complimenti.

Ormai siamo fuori dal centro storico: transitiamo, sempre sui sanpietrini, davanti alle Catacombe per una breve discesa. Nel contempo abbiamo passato 2 tappetini, dopo il primo ho nuovamente schiacciato il tasto di lap del mio garmin per avere il tempo cronometrato esatto. Il volantino della gara, conservato ormai da mesi, proclamava con un gladiatore in primo piano “al mio via scatenate le bici”, parafrasando il famoso film. Nulla di più banale ed ovvio, visto il contesto, nulla di più normale una volta varcato l’ultimo tappettino dei 2, in prossimità dell’uscita dall’urbe. Un attimo per guardare la media (solo i 17 km/orari in 9 km) e poi via all’inseguimento dei gruppi davanti a me, per prendere quello giusto, quello che mi porterà ai piedi della prima salita.

Dopo la via Tuscolana, ecco che arriviamo all’imbocco della salita che ci porterà dapprima a Frascati, poi a Monte Porzio Catone ed infine al culmine a Monte Compatri.

Venerdì ho proprio fatto questo percorso, mi sembra di conoscerlo bene, anche se piano piano, mi renderò conto di non conoscerlo abbastanza.

Pedalo regolare, con il 50-19, poi con il 50-21. Salgo a tutta, fuori soglia e mi rendo conto che viaggio forte, che chi supero non riesce a sopravvanzarmi, anche se davanti viaggiano forte e sono in buona compagnia. E fatta, la prima salita é finita…….E’ a gradoni, a tratti ti da respiro e rilanci, a tratti diventa dura ed impegnativa quando raggiungiamo l’8, il 9%. Transitiamo a Frascati tra 2 ali di folla. Non saranno abituati alle grandi manifestazioni come questa, ma la passione per il ciclismo c’é e si vede.

Arrivati su a Monte Compatri inizia una breve discesa, tecnica. L’asfalto é viscido e sporco: venerdì Ivano me l’aveva detto: “stai attento, quando passerai qui il sole non avrà ancora asciugato l’asfalto e ci saranno i ricci delle castagne a rendere il tutto ancora più difficile”. Non mi prendo un rischio che sia uno, mi rendo conto che sto andando bene e penso che sia il caso di tenere le forze per la prossima salita ed i prossimi km, tutti impegnativi, sino a Roma.

Inizia la salita di Rocca Priora ed il tratto cronometrato, la seconda temibile salita di giornata, con 4 km finali, mai al di sotto del 9%. Dapprima, infatti, si affronta un drittone da rapporto, che sale progressivamente senza strappi, ne particolari difficoltà, poi una breve e veloce discesa, poi una curva secca a destra e via che si sale.

Qui metto il 34-24, salgo regolare, senza strappi e quando capisco che la gamba chiama, scendo un po’, metto il 34-21 e rilancio. Un ultimo sforzo al cartello dell’ultimo chilometro allo scollinamento, tiro a tutta per finire la salita e via verso la veloce discesa che ci porterà alla strada comunale di Vivaro. Nell’altimetria sembra una salita, in realtà é un tratto di 4/5 km tutto sempre controvento, al 2-3%, dove tiri il rapporto al massimo delle tue possibilità, sempre sopra abbondantemente i 30 km/ora.

Qui mi trovo insieme ad un gruppo, mi piazzo a metà e cerco di tenere il passo e gli strappi di chi sta in testa senza non poche difficoltà, ma stringo i denti e mi difendo.

Siamo in via dei Laghi, un lungo stradone in discesa con 2 tremendi strappi all’8% di qualche centinaio di metri, che ci porterà a Nemi ed il suo scenografico lago, dalla cui altura si può ammirare il mare e la città di Roma (siamo ancora a 500 mt circa di quota).

Il mio gruppo tira a tutta, scendiamo a 70 km orari ed oltre, su pendenze da falsopiano. Mi stacco, viaggio leggermente al di sotto di questa media e non riesco a tenere il passo di questi.

Nulla di grave, mi dico. Ormai sono mesi che sono abituato a tirare, o a pedalare in perfetta solitudine, al vento. Penso a Tom Boonen alla Roubaix di quest’anno, mi esalto e penso: vado con un passo regolare, spingo forte al meglio delle mie possibilità. O arrivo da solo (ho ancora 30 km da fare) oppure qualcuno mi raggiungerà e mi accoderò. E cosi é: mi raggiunge un gruppo di 15 unità, che mano a mano si fa sempre più numeroso.

Ormai penso solo ad arrivare, mi accomodo in mezzo é sto tranquillo, Roma é vicina. Guardo il garmin: al termine di Rocca Priora mi segnava i 24 km/h di media (dalla partenza, nota bene), ora si avvicina ai 29 km/h, quasi il mio obiettivo.

Siamo in città: l’ultimo tratto di sanpietrini ancora davanti alle Catacombe. Sono talmente attento e concentrato al manto stradale che faccio questo strappo con il 50-19.

Trovo comunque il tempo di guardarmi attorno per capire dove sono ed é una vera emozione per gli occhi: Roma é davvero impagabile.

L’organizzazione sul percorso é stata perfetta: ogni incrocio ben segnalato e presidiato, abbiamo percorso tratti di statale completamente liberi dal traffico, ed a quelle velocità é veramente una cosa eccezionale.

Nel frattempo ci ha raggiunto anche Alex Zanardi. Tutti lo applaudono e lo incitano, anche noi del gruppo.

Ecco ci siamo, le ultime pedalate, l’ultimo km e l’arrivo in salita sul viale delle Terme di Caracalla. Arrivo a braccia alzate, e mi applaudo per l’ennesima impresa, felice anche perché la stagione é finalmente finita.

Guardo il garmin: 29,6 km/h dalla partenza e 31,1 dal secondo tappetino. Ho fatto 90 km con 1200 mt di dislivello ad una media con cui concludevo i miei migliori percorsi questa primavera. Davvero non male.

Mi raggiungono mia moglie ed i miei amici, ed andiamo insieme al pasta party, degnamente organizzato e ben rifornito. Intanto la giornata si é fatta davvero estiva.

Unica nota dolente, il parco bici del dopo corsa, chiuso ma non presidiato da volontari. Il prossimo anno sapranno fare sicuramente meglio.

Saluto i miei amici romani ed insieme alla mia compagna di vita e di gran fondo Viviana, andiamo al camper utilizzando la vicina metropolitana.

Una doccia veloce e via verso casa. Veramente uno splendido week end. Purtroppo, però, non ho potuto salutare Jaures, che arriverà insieme ai suoi due amici, 2 ore circa dopo di me.

A casa guardo la classifica: 484° assoluto su poco più di 3.300 finisher, sono nel primo sesto della classifica. Per uno che all’inizio della sua breve carriera da granfondista si sarebbe accontentato di arrivare nella prima metà, é davvero un bel risultato. Inoltre 71° di categoria su 501. La media segnata in classifica, presa quindi dal 3° tappetino é dei 31,5 km/h.

Non sarò Fornaciari, Buchignani, Colli, Salsi e chi più ne ha più ne metta, ma posso dire di essere orgoglioso di quello che ho fatto in questi anni e dei risultati di quest’anno, per uno che nella prima uscita con i Cooperatori, nell’inverno del 2008, arrancava sulla salita di Serramazzoni, scortato da Giaroli e da Zecchini che mi incoraggiavano a non mollare.

 

Roberto Camorani
Viale Piave n.31
42121 Reggio Emilia
tel. 328-0025840

3 commenti
  1. Fiatogrosso
    Fiatogrosso dice:

    Metto insieme tutti le causali per farti i miei complimenti:
    Per la incredibile abnegazione per cuccarti 29 GF
    per averle vissute in modi diversi, ma con il solo intento di divertirti sempre
    per aver avuto il coraggio di salire in scooter con Jaures
    di averci resi partecipi delle tue avventure
    dei miglioramenti fatti dal 2008, io ancora arranchereri se dovessi fare Serramazzoni !
    di aver convinto tua moglie a vestirsi da compagna di avventura
    dei risultati ottenuti
    di essere Camorani Roberto

  2. LORIANO GUALERZI
    LORIANO GUALERZI dice:

    CIAO, COMPLIMENTI ROBERTO, NON AVEVO DUBBI DEL TUO MIGLIRAMENTO, ANZI, ANCORA PRIMA DELLE MIE ASPETTATIVE. SONO SICURO CHE IL 2013 POSSA DARTI QUELLE SODDISFAZIONI CHE MERITI E SPERO CHE TI RITORNI INDIETO TUTTE LE BELLE COSE CHE HAI SAPUTO DARE INCONDIZIONATAMENTE AI TUOI COMPAGNI, COMPRESO IL SOTTOSCRITTO. UN GRAZIE, MERITA ANCHE LA SIGNORA VIVIANA PER LA TENACIA DI SEGUIERTI SEMPRE, OVUNQUE E DOVUNQUE. BELLO, ANZI BELLISSIMO, NON MOLLARE MAI E’ IL MOTTO. COMPLIMENTI ANCORA ANCHE DA PERTE DELL’OLIVETTA. CIAO A PRESTO

  3. roberto c.
    roberto c. dice:

    Ragazzi, e mi riferisco sia a “Fiatogrosso” che a Loriano, vi ho ringraziato di persona per le belle parole e per il vostro accorato e sentito commento.
    Però voglio assolutamente mettere nero su bianco questo ringraziamento per la commozione che mi hanno indotto le vostre parole, commozione che é stata anche per mia moglie in eguale misura.
    Vi ringrazio ancora per la stima e per l’affetto che da sempre mi avete mostrato e che dalle vostre parole emerge fortissimo.
    Mi auguro, quindi, di poter essere sempre all’altezza, anche nel prossimo futuro, e continuare a guadagnare e rinvigorire la vostra dimostrazione di amicizia.
    Ringraziamo tantissimo, sia io che Viviana, anche Olivetta per i complimenti.

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