16.06.2013 – I Cooperatori alla GF Sportful Dolomiti Race

La manifestazione di Feltre non ha bisogno di lunghe presentazioni: essa è ormai da tempo un appuntamento centrale e una classica-monumento del calendario granfondistico italiano. Bisognerebbe rileggersi qui il bellissimo diario di viaggio del nostro Roberto Camorani, relativo a un paio di edizioni fa, per assaporare mille sensazioni di sofferenza ebbrezza e fatica che accompagnano i pedalatori aspiranti finishers nel loro interminabile attraversamento su e giù per le montagne bellunesi. Da quando la manifestazione si chiamava ancora “Campagnolo”, la musica non è mai cambiata (anzi, pare che gli organizzatori si divertano a rendere il profilo altimetrico ogni volta un po’ più aspro: qualcuno sospetta una punta di sadismo…). Pesante in freddi termini numerici il conto dei km in programma anche quest’anno (duecentosedici), ma impegnativo soprattutto il dislivello (5300 metri), con una sequenza di asperità dolomitiche che contempla in successione Forcella Franche, Passo Duran, Forcella Staulanza, Passo Valles, Passo Rolle, Croce d’Aune. Due erano i Cooperatori schierati al via domenica, Fabio Fontanesi e Diego Varini, a testimoniare la presenza delle maglie societarie anche su questo importante palcoscenico. Fontanesi, altrimenti noto ormai come ‘il ciclista in doppiopetto’, ha depistato gli addetti ai lavori fino all’ultimo, preannunciando un limitato impegno sul percorso medio (123 km, con cima di giornata al Passo Cereda), ma poi non ha saputo resistere al fascino di sensazioni antiche, optando senza mezzi termini per la cavalcata sul lungo, per cercare un bis del 2007 (quando fu parte di un drappello Cooperatori autorevolmente capitanato da don Giaroli). Per la cronaca, allora il piatto forte era stato il Manghen (che tornerà protagonista nel 2014). Ma pare che a Fontanesi questo percorso sia piaciuto anche di più, tanto che – dimenticando per una volta le sirene della movida e dei capi di alta sartoria –, il nostro si è sciroppato il menù di giornata senza eccessivi turbamenti, chiudendo la sua prova 922esimo in 10h56’09”. Più indietro ha pedalato il Varini (1092esimo in 11h31’33”), deciso a vendere cara la pelle nonostante una marcia di avvicinamento e una condizione rese precarie da alcuni guai fisici. Ma poi quasi baldanzoso (magari non esageriamo…) man mano che il profumo del traguardo si faceva concretamente vicino. Per tutti qualche minuto di sottile stanchezza dopo lo striscione (…), ma poi il richiamo della vicina Pedavena (con la sua grande ospitale birreria) ha contributo a innaffiare il bilancio della spedizione, illuminata da un caldo sole primaverile. In alto i calici e alla prossima.

2 commenti
  1. ciclista doppietto
    ciclista doppietto dice:

    grande diego, penso l’articolo sia a tua firma, non si poteva descrivere meglio la nostra avventura.
    Valutiamo di replicare il prossimo anno magari con una condizione fisica piu’ accettabile

  2. " il capitano "
    " il capitano " dice:

    Bravissimi entrambi, grande impresa e splendido finale, condito con il miglior carboidrato liquido in commercio a reintegrare le fatiche e solleticare mente e palato.
    Una grande impresa merita sempre un finale degno.
    Sempre in alto i calici.

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