Ciao Cesare…

Cesarino, come tutti lo conoscevamo, per quel fisico cosi esile e minuto, ma così potente quando doveva scalare una salita, ci ha lasciato. Questa volta non gli è riuscito, come aveva fatto tante altre volte, a scalare il “mostro”. Non il Mortirolo, il Passo Gavia o lo Zoncolan, dei quali il nostro Cesare si sarebbe fatto beffa.
Non gli è riuscito a scalare quella salita che nessuno di noi vorrebbe salire, ma che oggi sempre di più sembra frapporsi tra i nostri destini. Se ne andato senza rumore, così come avrebbe fatto lui quando saltava gli avversari, appena la strada s’impennava, dopo avergli tenuto la ruota per infiniti chilometri. Questa volta nessun rapporto, nessuna specialissima l’ha potuto aiutare, nulla ha potuto contro una malattia, tanto dura e tanto cattiva. Questa volta Cesare, il nostro Cesarino, si è fermato, ha fatto quello che mai nessun ciclista vorrebbe fare: mettere il piede a terra in salita e arrendersi.
Noi però lo vogliamo ricordare per quello che era: un uomo, semplice, buono, sorridente, disponibile alla battuta allo scherzo dei suoi amici piuttosto che dei suoi avversari, che lo rispettavano e lo temevano, quando la strada iniziava a farsi “cattiva”, quando si alzava in piedi sui pedali, e iniziava a danzare sulla sua bici e saliva agile come una gazzella, perché a lui quella strada non faceva paura, anzi gli era amica, tanto amica da permettergli di ottenere trionfi su trionfi, anche fino agli ultimi attimi della sua carriera da “cicloamatore”. Perché, diciamolo, nel nostro immaginario, sin da bambini, tutti abbiamo sognato un giorno di poter ripercorrere le imprese dei grandi scalatori del passato, nulla ci ha sempre fatto sognare come questo. Cesare da “corridore”, incarnava proprio il sogno: l’immagine dell’uomo solo al comando, che s’invola verso la vetta.
Cesare, Cesarino, ci mancherà anche per questo. Il nostro non vederlo più in gruppo sarà una ferita sempre aperta. Mancherà a tutti, mancherà ai suoi amici di sempre, a quelli che l’hanno conosciuto anche per poco tempo, e, soprattutto, a quelli che lo accompagnavano nelle lunghe sedute di allenamento di questi ultimi anni.
Cesare ci mancherà per quel suo sorriso, quella sua simpatia involontaria, quello sguardo così particolare, quel suo essere ancora semplice e “bambino”, tipico di chi rimane piccolo nel fisico ma grande nel cuore e nell’animo.
Cesare, è inutile dirlo, mancherà ai suoi cari, a tutti i suoi famigliari, perché un uomo, prima che essere un ciclista, e troppo spesso lo scordiamo, è un insieme di gesti, di parole e di emozioni che riesce a donare agli altri, e nel caso di Cesare, chi vi scrive lo può dire con la certezza dei fatti. Troppo frequentemente ci dimentichiamo del valore delle persone, soprattutto di quelle “meno giovani”, i l cui patrimonio di umanità e di esperienza spesso ignoriamo, ricordandocene solo in questi tristi momenti.
Ecco, noi, Cesare, Cesarino, lo vogliamo ricordare proprio così, per quel suo sorriso……. E magari pensare che si sia alzato sui pedali, per scattare un’ultima volta, per precederci nella salita verso il cielo, con un sorriso…..l’unica salita dove avremmo voluto che Cesare, Cesarino, avesse messo il piede a terra e si fosse fermato.
Ciao Cesare, ora per noi, sei diventato immortale……….
……………………………….Voglio aggiungere con poche righe il mio personale ricordo di Cesare. Scorro nella mente ed ho cinque ricordi distinti di Cesare. Il primo all’inizio della mia avventura con la Cooperatori, quando alla mia prima uscita, vidi quell’uomo così minuto, non più giovanissimo, che saliva rapido e senza apparente fatica in salita, mentre io arrancavo e mi vedevo sfilare tutti i miei compagni di squadra. Ecco in quel momento decisi che il mio punto di arrivo doveva essere lui, e quelli come lui che non più in tenera età salivano con estrema facilità. A loro, da quel momento mi sono ispirato, a Cesare, Livio, Sergio e poi Loriano, perché mi dissi se non riesco a salire come loro posso anche smettere. L’ammirazione per questi “nuovi ragazzi” mi ha ispirato nel prosieguo di questi anni. Il secondo in un’uscita invernale nella quale riuscii a stargli a fianco per tutta la salita di Canossa, stentavo a crederlo, e lui, per primo, si complimentò dei miei miglioramenti e mi incoraggiò, mio primo estimatore, a proseguire ed a migliorare. Il terzo dopo forse la mia prova migliore, l’anno scorso, a Salice Terme, quando mi venne vicino e guardandomi dal basso verso l’alto, solo per dovere di statura, mi disse “sei andato forte oggi”. Il quarto quest’anno a Laigueglia, quando mi si aprì la catena e lui con lo “smaglia catena” me la sistemò ed al mio volermi ritirare, mi intimò “non se ne parla nemmeno; ora ripartiamo ed arriviamo al traguardo insieme”. Il quinto il più bello, l’anno scorso a settembre ad Albenga, quando gli feci da gregario per tutti i 120 km della gara, che lui non avrebbe voluto fare perché già stanco, ma che io quasi lo costrinsi a fare, per ottenere il suo ultimo traguardo, il suo ultimo trofeo. Insieme a Loriano, che ci aveva raggiunto alla fine della prima lunghissima salita, lo scortai fino all’arrivo. Un onore per me pedalare al servizio di questi due campioni.
Oggi per me è il giorno più triste da quando sono alla Cooperatori. Quello, però, è ora diventato il mio ricordo più bello, il giorno più bello.
Ciao Cesare, un onore e un piacere averti pedalato a fianco……………
Roberto Camorani
8 commenti
  1. " il capitano "
    " il capitano " dice:

    Ciao, Cesare, io voglio ricordarti così, la prima volta che ci siamo conosciuti, in salita.
    Leggero, agile e danzante in piedi sui pedali, sì, perché per te quella era la vera sfida, il tuo terreno, dove nonostante la differenza d’età ci staccavi arrancanti ed invidiosi, di come per te sembrasse così facile, mentre per noi una vera fatica. Ed anche questa volta, in cui hai capito che la sfida era persa in partenza, l’hai voluta affrontare comunque, da solo, e per non dargliela vinta hai accelerato ancora di piu’ sui pedali, per abbreviare il dolore, la fatica di questa ultima e funesta scalata.
    Ciao compagno di tante domeniche sia in gara che fuori, ti auguro, dove sei ora, di trovare amici con cui continuare a parlare di gare, di bicicletta, di passione, convinto che non ci hai lasciato davvero e sicuramente in mezzo a tanti ti rivedrò leggero e danzante come sempre…….

  2. Christian Venturelli
    Christian Venturelli dice:

    Ciao Cesarino poche parole per ricordare un grande uomo sarai sempre in gruppo a danzare sui pedali…..

  3. fiatogrosso
    fiatogrosso dice:

    Alzo lo sguardo e ti saluto, Cesare, perchè per me eri sempre quello più in alto e così voglio ricordarti. Il tuo infinito desiderio di non essere sconfitto, da tutto e da chiunque, ti ha accompagnato anche in questa tua ultima sfida.
    Un pensiero di affetto lo rivolgo alla famiglia in questa dolorosa circostanza.

  4. IL PROFETA
    IL PROFETA dice:

    Sarà dura entrare in sede e capire che tutto è successo davvero…sarà dura ma purtroppo è così…mancherai a tutti, Cesare.
    Esprimere con le parole i sentimenti che provo ora è impossibile, ma stasera quando in sede ci sarà la nostra gara di MTB penseremo a te e ti ricorderemo facendo insieme, tutti insieme, la cosa che ti piaceva di più e ti riusciva meglio…salire in bicicletta ed andare forte, più forte possibile.
    Ciao Cesare, grazie per tutto quello che hai fatto per la Cooperatori e per il ciclismo; una grande persona si distingue anche per il ricordo che lascia fra chi lo ha conosciuto, e tu, senza dubbio, sei stato e sarai sempre un Campione.

  5. IL Gregario
    IL Gregario dice:

    Mi mancheranno i tuoi consigli su come affrontare le granfondo in ogni condizione climatica , mi mancheranno le tue arrabbiature quando la classifica non corrispondeva al risultato della strada , la tua fretta per partire quando la corsa era lontana, le tue fotografie ,che scattavi ma nessuno se ne accorgeva ,il tuo sorriso quando in salita mi raggiungevi , hai voluto lasciarmi anche l’ultimo rapportino gare .. Grazie Cesare

  6. monsieur pavé
    monsieur pavé dice:

    Leggo ora ed apprendo con tristezza la notizia.
    Mi ricorderò sempre dei tuoi sorpassi con il rapportone su salite a due cifre, e poi io in discesa a riprenderti tirando a bomba e poi di nuovo cosi su ogni colle o passo……

  7. usd san marco
    usd san marco dice:

    Un Uomo ideale, gli ideali fatti uomo.
    Uno ancora con Voi, uno come noi.
    Grazie per avercelo fatto conoscere.

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