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15 Settembre 2013
I Cooperatori a “La Magnifica” di Forlì’
Non solo granfondisti veloci e competitivi tra i Cooperatori, ma anche “coraggiosi”, una nuova categoria, quella apertasi con la corrente stagione e tra questi annoveriamo, oltre a quelli già noti, che in un passato più o meno recente hanno disputato Parigi-Roubaix, Liegi-Bastogne-Liegi, Giro delle Fiandre, Granfondo Sportful, Jgor Camellini e il sempre presente Mario Peri.
Solo così possiamo, infatti, definire i 2 nostri atleti, che domenica 15 settembre si sono presentati a Forlì, al via de “La Magnifica – Bianchi”, non una gran fondo, ma una prova d’altri tempi, manifestazione giunta alla sua 2° edizione e premiata per il coraggio, essendo inserita di pieno diritto, tra le new Entry del circuito “Prestigio”, che lo ricordiamo ancora una volta per chi non lo sapesse, include 10 delle prove più impari e rinomate del panorama granfondistico italiano.
“La Magnifica”, e altrimenti non poteva essere chiamata, è una manifestazione che fa dell’impresa più che dell’agonismo, la sua caratteristica predominante. I numeri la descrivono da sola: 223 km, 4900 mt di dislivello, tanti dei quali di sterrato, ed una serie di innumerevoli salite e strappi tra i più “ignoranti”, come li definiscono i nostri amici romagnoli, che l’intera regione possa prevedere. Anche il percorso “corto” non scherzava: 136 km con 2500 mt di dislivello.
Per concludere, l’arrivo al velodromo di Forlì ne completa l’immagine, attribuendole quel qualcosa di poetico ed al tempo stesso di “magnifico” che solo certe prove sanno dare.
I nostri ovviamente non potevano far altro che optare per il percorso lungo, entrambi dopo aver provato l’edizione del battesimo l’anno scorso, entrambi con l’intento di concludere la prova entro il tempo massimo, cosa che l’anno scorso non gli era riuscito per un nonnulla, visto che si erano aspettati per terminare la loro fatica insieme.
Quest’anno così non è stato: infatti, Mario Peri, seppur in compagnia di un altro suo amico che era alla prese con la sua ultima fatica del Prestigio, è giunto entro il tempo massimo con l’onorevole tempo di 11 ore 31 minuti e 45 secondi ed un 290° assoluto, mentre a Jgor Camellini non è riuscita appieno l’impresa, giungendo di non molto sopra il tempo massimo, per aver concluso l’impresa in 12 ore 29 minuti 41 secondi, ma al quale comunque va tutta la nostra stima ed ammirazione, per il solo fatto di essersi presentato al via e per il fatto di averla portata a termine.
617 i finishers, divisi tra 375 atleti nel lungo e 242 nel medio, a dimostrare, anche se con numeri non eccezionali, che comunque queste manifestazioni destano non poco interesse.
Tempo incerto sin dall’inizio in questo week end di metà settembre, che si conclude con un temporale a flagellare il percorso dei nostri negli ultimi 30 km di gara. A questo aggiungiamo diversi tratti di sterrato, forse troppi ed in alcuni casi anche impraticabili in bici da corsa per i più, ed un’organizzazione, ci riferiscono, non sempre all’altezza della situazione. Ottimi ristori, ma percorso non sempre opportunamente presidiato dal personale d’ordine e dai volontari, tant’è che spesso i partecipanti sbagliavano strada. Va però sottolineato l’emozione legata alla scalata del Carpegna, montagna mito dell’epopea Pantani (come non dimenticare la sua famosissima frase “Il Carpegna mi basta……”).
Che dire……..migliorabile? Sì, certo, ma anche decisamente “ricordabile”……..
Per la cronaca va sottolineato che il primo classificato, tale Alessandro Donati non è riuscito a sfondare il muro dei 30 km/orari di media, e questo la dice lunga sulla difficoltà della competizione.
A voi la classifica………….
 
Roberto Camorani
 
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