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4^ PROVA TROFEO MODENESE CICLOCROSS – UISP

TEAM BOOMERANG

BENVENUTI AL “KOPPENBERGCROSS” DI CASA NOSTRA.

VINO LAMBRUSCOGli amici Tomesani e Pallotti come da tradizione anche quest’anno ci hanno riservato un percorso con i controfiocchi, in piu’ le piogge dei giorni scorsi hanno contribuito a farlo diventare ancora piu’ duro del previsto, quella che per chi la conosce è gia’ storicamente una delle piu’ dure del circuito ciclocrossistico modenese, questa volta è riuscita a far invidia alle prove nordiche di Olanda e Belgio.
All’appuntamento solo i due “ex vice” Giaroli e Zecchini rispondono presente, assenti ingiustificati Aguzzoli (mal di gola) e Ansaloni (non pervenuto), i due si rendono conto gia’ con il giro di ricognizione che la giornata sara’ di quelle da sputare sangue, sudore e ingoiare fango, ma in fin dei conti cosa siamo venuti a fare se non quello che avevamo in programma, una vera gara di CX con tutti i crismi della specialità: in primis fango a go-go, poi salite (compreso il famoso “Muur del Pignoletto” che l’anno scorso era riservato solo ai bikers-mtb, per la cronaca nessuno è ruiscito a farlo a piedi, bici in spalla e scarpinare), e ancora discese di cui una da veri specialisti in contropendenza da piede giu’ e cercare di stare in sella.
Bene alle 9.30 in punto tutti ai nastri di partenza, il cielo dopo che si era riaperto dalle nebbie per lasciare posto ad un tiepido sole si richiude proprio mentre i nostri prendono il via, dopo lo start si prende subito una leggera discesa condita abbondantemente da fango semiliquido in superficie ma pongo sotto, non si stà dritti , le traiettorie sono dettate piu’ dal mezzo che dai ciclocrossisti, unica soluzione aprire il gas a tutta e chiudere gli occhi, poi su e giu per vigne dove l’erba bagnata contribuisce a dar un po’ di respiro ai pneumatici pulendoli un po’, ma dura poco ci attende un altro tratto di fango come quello di prima ma questa volta in piano che risulterà un vero inferno per uomini e mezzi, poi una serie di fossi da saltare, una salita, una discesa, un dritto abbastanza lungo da rifiatare e poi eccoci al laghetto che precede il fatidico Muur, sul muro bici in spalla o a spinta con lingue fuori e cuore in gola, poi tre filari di vigna in contropendenza da fare avanti e indietro per arrivare al ripido discesone in super-contropendenza, altro tratto di salitella (bravo chi riusciva a farla in sella) , discesina per poi arrivare al tratto di salita che precede l’arrivo, anche qui da fare in base alle proprie capacità i piu’ bravi in bici il resto a piedi.
Già dopo il primo dei quattro giri in programma ci sono i primi ritiri per guasti meccanici, per lo piu’ forcellini del cambio che non reggono al fango, avvantaggiati erano coloro che avevano cx dotate di freni a disco per gli altri il primo comandamento del ciclocrossista cita ” ot ve fort o tet piant”, quindi i piu’ lenti muniti di bastoncino o altro strumento fermi a togliere i malloppi di fango che bloccavano freni e ruote e via di nuovo, in piu’ a metà gara una “fantozziana nuvoletta” scarica il suo contenuto sugli affaticati eroi, beh …. in fondo non ci siamo fatti mancare niente, cosa desideravamo d’altro!Alla fine su 66 partenti solo 50 hanno tagliato il traguardo e di questi c/a 20 hanno dovuto subire l’onta del doppiaggio.
Autentico mattatore di giornata il solito Bardelli con Balberini e Montanari ad inseguire; i podi di categoria vedono: G1 Balberini/BiciXTutti, Croci/Ferrari e Beneventi/TriboolTeam – G2 Bardelli/SpillaTeam, Montanari/SpillaTeam e Baschieri/Gruppo Bici con in 15^ Zecchini – G3 Tomesani/TeamBoomerang “profeta in patria”, Michelini/BiciXTutti e Sarti/Paletti con GIAROLI IN 8^ – G4 Bruni/SteMax,  Prina/Paletti e Sacchetti/Boairdo.
Vincono il premio “Bioa Chi Molla Cooperatori” Giaroli che grazie hai trascorsi passati da moto-endurista conclude la prova a pieni giri e Zecchini che invece attardato dal mezzo non dotato di freni a disco ha passato parte della gara a spalar fango dalla bici subendo il doppiaggio, bravi entrambi.

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